Togo e Benin

Togo e Benin

Un viaggio per luoghi d’Africa subsahariana, fatto però anche di incontri speciali. Sarete presentati infatti al principe Plakoo Mlapa e anche ai sacerdoti della foresta sacra di Glidji, che vi introdurranno alla conoscenza della divinità Voodoo. Vedrete posti con nomi come “Porta del non ritorno” e “strada delll’amore” e potrete passeggiare tra i villaggi e i mercati di queste coloratissime terre. 

 

 

PROGRAMMA

Giorno 1, Italia – Lomè ✈
Partenza per Lomé con voli di linea. Arrivo nelle prime ore del mattino, incontro con la guida e trasferimento all’hotel Novela Star.

Giorno 2: Lome – Kloto (140 km)

Lome , la vivace capitale del Togo, essendo stata colonizzata da tedeschi, inglesi e francesi ha sviluppato un’identità speciale che si riflette nello stile di vita e nell’architettura della città; una città cosmopolita in dimensioni ridotte. Qui si visitani: il mercato centrale con il suo famoso Benz Nana; gli edifici coloniali nel quartiere amministrativo con un sapore di epoca coloniale; il mercato dei feticci, dove si vendono un assortimento eclettico di tutti gli ingredienti necessari per amore e intrugli magici. Da Lome ci spostiamo nella foresta tropicale che circonda Kpalime con un passato coloniale. Si sota per visitare il mercato, centro di artigianato. Pernottamento in una Guest House situata nella foresta.

Giorno 3: Kloto – Atakpame (120 km)

Mezza giornata di cammino nella foresta. Incontro con il mondo della foresta: la maestosità degli alberi, il saluto allegro delle persone che vivono lì, gli echi di animali, i suoni del tam-tam, la luce verde Smeralda filtravano attraverso i rami. Sotto la direzione di un entomologo locale, impariamo a conoscere le farfalle e insetti nativi a questa foresta. Egli ci avvierà all’arte della pittura con colori naturali. Nel pomeriggio, ci dirigiamo a nord est per Atakpame, una tipica città africana costruita sulle colline dove convergono tutti i prodotti provenienti dall’area vasta foresta . Attraverso il loro lavoro qualificato su piccoli telai per tessitura, gli uomini nella zona fanno il “Kente” in tessuto dai colori vivaci.  

Giorno 4: Atakpame – Sokode (180 km)

Procedendo verso nord si visiteranno dei tipici villaggi di cui le popolazioni provenivano dal nord del paese e hanno mantenuto le loro tradizioni legate alla terra dei loro antenati. Si sosta per visitare i mercati. Arriveremo a Sokode nel tardo pomeriggio e in serata assisteremo alla danza del fuoco. Nel cuore del villaggio, un grande incendio illumina i volti dei ballerini che iniziano a muoversi al ritmo frenetico dei tamburi. I danzatori del fuoco in uno stato di trans.

Giorno 5: Sokode – Kara (140 km)

Lasceremo Sokode per le montagne del Malfakassa-Fazao.Ci incontreremo con il Bassar, il popolo che ha sviluppato e gestito la preservazione delle loro tecniche di produzione tradizionali in ferro. Geologica conoscenza empirica e credenze magiche si fondono in questo modo arcaico per trasformare questo processo in un’esperienza quasi alchemica. Qui, visiteremo il “Palazzo” del capo e e la “sala del Consiglio”.

Giorno 6: Kara – Natitingou (110 km)

La giornata inizia con il Kabyé: in alcuni villaggi situati nella parte superiore delle colline, le donne fanno vasi di terracotta mentre gli uomini lavorano il ferro.Si percorre poi, una pista attraversando la catena montuosa Atakora. Qui si incontra il popolo Tamberma che per motivi di difesa si è rifugiato per secoli nel cuore dell’Atakora, una terra con difficile accesso; scappavano soprattutto dai mercanti di schiavi provenienti dall’Africa del nord. Secondo gli specialisti, le loro origini sono vicini al popolo Dogon del Mali: condividono con loro un’assoluta fedeltà alle proprie tradizioni animiste. La prova è la presenza di grandi feticci di forma fallica all’entrata delle loro case. Quelle dimore, incredibilmente belle, come piccoli castelli di due piani. Alcuni architetti d’avanguardia come Le Corbusier sono rimasti stupiti dalla plasticità delle forme di quelle dimore fortificate. Con il permesso degli abitanti, ci recheremo in una casa per cercare di capire il loro modo di vivere. Si prosegue per il confine del Benin (Nadoba/Bokoumbe). Si incontra i Betammaribe che costruiscono castelli di argilla.

Giorno 7: Natitingou – Dassa (360 km)

Incontro con Fulani e visita a uno dei loro insediamenti.I Fulani portano tatuaggi sul viso inviando messaggio a loro armenti. Si effettuerà una bell’escursione alla scoperta di antichi borghi di Taneka, situati su una montagna dello stesso nome. Quei villaggi sono costituiti da case rotonde coperte con tetti conici protetti da vasi di terracotta. La parte superiore del villaggio è abitata dai giovani e dai sacerdoti feticcio che indossano una pelle di capra come loro unico panno. Questo gruppo etnico ha vissuto su un sito archeologico per secoli come primi abitanti dalle origini Kabyé durante il 9° secolo. Da allora, altre popolazioni sono giunte a loro per formare una sorta di melting-pot. Ogni gruppo ha mantenuto i propri culti e riti ma allo stesso tempo si sono insediati istituzioni religiose e politiche comuni. Trasferimento verso sud. Visita del Santuario Savalou che rappresenta un importante luogo di pellegrinaggio animista.

Giorno 8: Dassa – Abomey – Porto Novo (280 km)

Dassa è la sede di un antico regno fondato da Olofin nel 1385. La città possiede alcuni siti considerati i testimoni di questa antica dinastia. Una passeggiata attraverso le colline ci porterà a un luogo sacro utilizzato dai re per essere sepolti e che è ancora protetto da diversi Voodoo. A Abomey si visita il Palazzo reale con le pareti decorate con i simboli che rappresentano gli ex re Dahomey. Il Palazzo è oggi un museo dove sono conservate le spoglie dei re. Il tempio è costruito con una miscela di argilla, polvere d’oro e sangue umano. Il Regno del Dahomey stabilì il suo potere su una permanente guerra catturando prigionieri per essere venduti come schiavi. Gli storici sottolineano l’aspetto “laico” del potere esercitato da tutti i diversi re del Dahomey.

Giorno 9: Porto Novo – Oujdah – Grand Popo (120 km)

A pochi chilometri a nord di Cotonou si estende una zona lacustre con un villaggio su palafitte. Raggiungeremo Cotonou a bordo di una grande piroga. Gli abitanti di Cotonou, dal gruppo etnico Tofinou, costruiscono le loro case su trampoli e coprono i tetti con uno spesso strato di paglia. La pesca è l’attività principale del popolo Tofinou che, grazie alla lontananza del loro insediamento, è riusciti a preservare le loro tradizioni così come il loro modo originale per costruire case. La vita quotidiana si svolge a bordo di quelle piroghe che trasporta gli uomini, donne e bambini con facilità, utilizzando pali lunghi colorati. Fanno di tutto a bordo di loro piroghe; pescano e gestiscono il mercato galleggiante, sempre cantando a ritmo di movimenti dei poli… Sulla strada per Grand Popo, ci fermiamo a Ouidah.Ouidah è considerata una delle capitali del Voodoo La città è stata un porto principale per il commercio degli schiavi. A Oujdah, con un’architettura decadente di Afro-portoghese si visiterà il Tempio di pitoni; il forte portoghese, oggi trasformato in un museo di schiavi; e la strada di non-ritorno. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo il nostro hotel, sulla spiaggia.

Giorno 10: Grand Popo

Il viaggio prosegue con una bella giornata di crociera a bordo di una piroga lungo il fiume Mono per scoprire piccoli villaggi dove le donne ancora estraggono sale utilizzando tecniche antiche. Navigazione ci porterà a un estuario incredibile dove il fiume incontra l’oceano. Ci fermeremo ad ammirare spiagge bianche deserte… Ci si sposterà attraverso lagune fiancheggiate da piccole foreste di mangrovie. Lungo la costa, i pescatori vivono in villaggi costruiti di rami di albero di palma e frequentati dalle grandi piroghe artisticamente scolpiti. In uno di questi villaggi assisteremo alla danza Zangbeto. La maschera di Zangbeto è molto alto e coperto con la paglia colorata. Rappresenta selvatici spiriti non umani. I portatori delle maschere appartengono a una società segreta. Il movimento di filatura della maschera simboleggia la purificazione spirituale.

Giorno 11: Grand Popo – aeroporto di Lome (100 km)

Nel cuore di un villaggio, assistremo a una cerimonia voodoo. In un altro villaggio, visiteremo un guaritore. Tutte le diverse persone che incontreremo lungo il nostro cammino portano soluzioni complesse che si basano sempre su una visione molto “semplice” dell’essere umano. Loro antropologia associa sistematicamente il materiale con lo spirituale. Di conseguenza, non c’è niente di sorprendente nel fatto che una malattia fisica è curata considerando lo spirito del paziente. Il nostro guaritore cura i suoi pazienti attraverso l’uso di erbe e l’esecuzione di sacrifici su vari santuari riempiendo il suo cortile. Avremo la possibilità di avere una conversazione con lui, aiutarlo a fare il suo lavoro e incontrare alcuni dei suoi pazienti. Arrivo a Lome dove ognuno sarà libero per rilassarsi sulla spiaggia o a fare l’ultimo shopping. Poche camere climatizzate con bagno privato sarà a disposizione del gruppo prima della partenza fino alle 18h00. In serata, trasferimento in aeroporto.

Giorno 12, Lome- Italia ✈

Partenza per l’Italia. 

 

PREZZI, PARTENZE E INFORMAZIONI SUL VIAGGIO

PARTENZE DI GRUPPO 12 GIORNI
GRUPPO MINIMO: 6 partecipanti 
2017 2018 * Minimo 6 partecipanti : € 2300
* Supplemento singola: € 290
* Assicurazioni / visti /tasse aeroportuali: € 690
* Pensione completa 
* Hotels come indicati nel programma 
* Guida in italiano
Febbraio: 14
Marzo: 28
Agosto: 01
Settembre: 12
Ottobre: 24
Dicembre: 05