Ghana Togo Benin”Colori e Feste” 01 Marzo

Ghana Togo Benin”Colori e Feste”  01 Marzo

Un viaggio in compagnia di altri viaggiatori curiosi per conoscere un’Africa gioiosa e colorata . Ghana, Togo e Benin uno accanto all’altro offrono la loro architettura coloniale e tradizionale, le loro superstizioni e strani convincimenti sulla vita e la morte. Non perdono nessuna occasione per celebrare le loro feste piene di spettacoli e musica.

PROGRAMMA

1° giorno, Italia  –  Lomè ( TOGO)

Partenza per Lomè con voli di linea. All’arrivo a Lome (Togo) incontro con la guida e trasferimento in hotel.

2° giorno,  Lome -Agbodrafo (100 km) -TOGO  

Lomé, capitale del Togo, è una città profondamente cosmopolita che rispecchia secoli di colonialismo da parte della Germania, Inghilterra e Francia. In questa città si scorgerà il particolare mercato centrale con le famose “Nana Benz”, donne che hanno concentrato nelle loro mani il  redditizio del mercato  Si visiterà anche gli  edifici coloniali del  quartiere amministrativo dove ancora si sente il  sapore del tempo che fu; il mercato dei  feticci, dove viene venduto  un enorme ed eclettico assortimento di tutto il necessario  dalle pozioni d’amore  agli intrugli magici per gli usi più  disparati. In un villaggio sperduto tra le alte erbe della savana: almeno tre generazioni celebrano una cerimonia Vudù. Al ritmo sempre più ipnotico dei tam-tam. Al suono dei canti qualche danzatore cadrà in una profonda trance: occhi ribaltati, smorfie, tensione muscolare, insensibilità al dolore o al fuoco. Sakpata, Heviesso, Mami Water e altri vudù palesano la loro presenza  prendendo  possesso dei loro adepti.  Pernottamento in hotel ad Agbodrafo sulla riva del lago di Togo.

3° giorno, Agbodrafo -Ouidah (70 km) – (TOGO – BENIN)

Partenza verso il confine con il Benin (Hilla Kodji / Save Kodji) e dopo il passaggio, proseguimento per Ouidah. Questa città dopo essere conquistata dall’esercito del  Dahomey nel XVIII sec, si è trasformata in un terminal per il commercio degli schiavi. Oggi Ouidah mostra un’architettura  afro-portoghese oltre alla bizzarria di trovare il tempio del Pitone e la cattedrale cattolica esattamente una di fronte all’altra.  L’atteggiamento rilassato degli abitanti, il suono  delle onde che giunge  dalla spiaggia, il ritmo dei tamburi creano un atmosfera fuori dal tempo, molto ben descritta da Bruce Chatwin nel suo romanzo “il Vice re di Ouidah”. Passeggiando lungo le strade, si visiterà il tempio del Pitone e il Forte Portoghese divenuto museo. In città  percorrendo  “la via degli schiavi”  fino alla spiaggia si vivrà l’atmosfera dell’epoca che gli schiavi venivano imbarcati per il “Nuovo Mondo”. Pernottamento in hotel con bungalows di fronte all’Oceano.

4° giorno, Ouidah – Ganvie – Abomey -Dassa (250 km) (BENIN)

Vicino alla costa oceanica si estende una regione lacustre che accoglie Ganvie, bellissimo ed  esteso villaggio su palafitte. Una grande piroga  ci condurrà attraversando il Lago Nokwe. Gli abitanti dell’etnia Tofinou costruiscono le loro capanne su pali di teck e ricoprono i tetti delle abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l’attività principale di questa popolazione il cui isolamento ha permesso di conservare le abitudini e le regole del tempo che fu. Sulle piroghe si vedono gli uomini, donne e bambini condurre con facilità, con l’aiuto di lunghe pertiche. Sulla piroga scorre la vita quotidiana degli abitanti.In seguito  si raggiunge Abomey per visitare il Palazzo Reale, i cui muri sono decorati con i simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo (Patrimonio dell’Umanità) che conserva le spoglie dei re, i  troni, gli  antichi altari del culto,  le statue e le armi. Sarà l’occasione per conoscere questo regno, la cui economia era basata sulla vendita degli schiavi. Infatti il permanente stato di guerra permetteva al re di catturare migliaia di prigionieri per poi vendere come schiavi. Al centro della corte reale si erge un tempio costruito da argilla e sangue umano. Al culmine della loro potenza, l’harem ospitò  fino a 4000 donne . Passeggiando tra gli edifici, il visitatore avrà modo di  riconoscere il passato splendore della corte che sfidò con orgoglio i potenti eserciti occidentali che arrivavano per colonizzare il continente africano. Pernottamento in hotel a Dassa.

5° giorno, Dassa – Natitingou (350 km) (BENIN)

Dassa è famosa per le sue colline, foreste e il feticcio di Dankoli, importante luogo di culto vudù. La presenza di diversi bastoncini di legno ricorda l’innumerevole serie di preghiere che sono state rivolte al dio locale per soddisfare i bisogni della vita di tutti i giorni: un buon raccolto, un felice matrimonio, un parto senza problemi, una promozione scolastica…. Una volta esaudita la preghiera, il richiedente torna sul luogo del feticcio per sacrificare ciò che aveva promesso: un pollo, una mucca, una capra. Le tracce di sangue, vino e olio di palma che cospargono il feticcio sono le prove di tante presenze religiose. Gli  antichi villaggi Taneka, alle pendici dei monti omonimi sono composti da capanne rotonde dai  tetti conici e  protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelle di capra, e dai giovani iniziati. Pare che i primi abitanti, d’origine Kabyé, abbiano occupato la montagna nel IX secolo. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di calderone di tradizioni. Ogni gruppo ha conservato i propri culti e i propri riti d’iniziazione, e nello stesso tempo hanno creato istituzioni politiche  e  religiose comuni. Mentre si cammina tra case a tetto conico, su viuzze delimitate da pietre lisce, capita d’incontrare giovani e adulti con il capo raso, semi nudi. Si preparano alle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per « fare » un uomo ci vuole tempo, pazienza, e tanto sangue d’animali sacrificati. Insomma un processo lungo tutta un’esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio. Pernottamento in hotel a Natitingou. 

6° giorno, Natitingou – Sokodè (180 km) (BENIN – TOGO)

Natitiningou è la terra delle tribù di Somba e Tamberma che offre paesaggi con dolci colline e altipiani. I Tamberma e i Somba vivono in abitazioni fortificate simili nella forma ai nostri castelli medievali ma in misura minuscola. L’attaccamento alle loro tradizioni è dimostrato dalla presenza di grandi santuari di forma fallica posti all’entrata delle case. Con il premesso accordatoci dagli abitanti  entreremo nelle case per meglio comprenderne lo stile di vita.   In realtà le  abitazioni sono una proiezione antropologica  e cosmologica : Il primo piano avvolto nell’oscurità rappresenta la morte ed è il luogo degli antenati, il secondo piano aperto al cielo rappresenta la vita  ed è il luogo dove le nonne accudiscono i piccoli, fino a quando viene individuato quale antenato è ritornato a vivere nel nuovo nato.Tutto il cibo e gli animali vengono custoditi all’interno delle case,  in modo da garantire la sopravvivenza del gruppo famigliare in caso di attacco nemico.  Per secoli queste popolazioni hanno sfruttato il difficile accesso ai loro territori offerto dalla catena dei monti Atakora per difendersi dalla schiavitù praticata  dai mercanti musulmani del Nord dell’Africa. L’area è stata dichiarata dall’UNESCO, Patrimonio dell’Umanità. Proseguimento per la frontiera del Togo (Bokoumbe/Nadoba) per giungere a Sokodè. In serata, la danza del fuoco. Al centro del villaggio un grande fuoco illumina i volti dei partecipanti che inizialmente danzano al ritmo ipnotico dei tamburi prima di tuffarsi nelle braci ardenti. Raccolgono tizzoni incandescenti e li passano più volte  sul corpo oltre che portarli alla  bocca, quasi li dovessero ingoiare. Nessuna ferita e nessun segno di dolore compare sui volti dei danzatori. Forse sono davvero i loro feticci che li proteggono dal fuoco.

7° giorno, Sokodè – Kpalime (290 km) (TOGO)

Partenza in direzione sud e sosta a Atakpame, una tipica cittadina africana costruita sulle colline, punto di convergenza dei prodotti provenienti dalla foresta limitrofa. Lavorando abilmente su piccoli telai, gli uomini producono grandi tessuti (Kente) dai colori vivaci. Da Atakpame si parte verso la foresta pluviale che circonda Kpalime, cittadina dal ricco passato coloniale che oggi è divenuta importante centro di commercio. Si visita il mercato e il centro artigianale. Passeggiata notturna alla scoperta della misteriosa foresta tropicale avvolta dalla magia dell’oscurità: la maestosità degli alberi, il suono dei tam-tam, l’eco dei richiami prodotti dagli animali.

8° giorno, Kpalime – Koforidua (220 km) (GHANA)

Passando il confine del Ghana si giunge alla Regione del Volta. L’area dei  Krobo è famosa per la produzione di perline di Krobo, famose nelle migliori collezioni del mondo. I Krobo producono e usano le loro perline per feste d’iniziazione, per culti, e per abbellimento. Si visiterà un atelier specializzato nella produzione artigianale di perline per seguire il processo di produzione. Proseguimento verso Koforidua, in tempo per una visita al mercato settimanale delle perline, grande opportunità per lo shopping

9° giorno, Koforidua – Kumasi (200 km) (GHANA)

Kumasi è il centro storico e spirituale dell’antico Regno Ashanti. Il popolo Ashanti fu uno dei regni più potenti dell’Africa fino alla fine del XIX sec., quando gli Inglesi l’hanno colonializzato con nome Gold Coast. Gli onori ancora oggi resi all’Asantehene (il Re) testimoniano del passato splendore e della potenza Ashanti . Oggi Kumasi, con circa 1 milione di abitanti, è una spumeggiante città con un fantastico mercato centrale, uno dei più grandi d’Africa. Ogni tipo di manufatto ashanti (pelletteria, ceramiche, tessuti kente e adinkra) si trova qui, insieme a quasi tutti i tipi di frutta tropicale e verdura. Si visiterà anche il centro culturale Ashanti che possiede una ricca collezione di manufatti collocati all’interno della riproduzione di una casa Ashanti. Nel pomeriggio, se in svolgimento, si può assistere a un tradizionale funerale Ashanti, durante il quale i partecipanti in segno di lutto indossano incantevoli toghe rosse o nere e ballano con i ritmi dei tamburi e con movenze ricche di gestualità e simbolismo.

10° giorno, Kumasi  e il Regno dell’oro (GHANA)

In mattinata si proseguono le visite di Kumasi. Il Museo del Palazzo Reale ci aprirà le porte, con la sua collezione unica d’oggettistica ashanti e si assiste al grande evento: Akwasidae Festival.

11° giorno, Kumasi – Elmina – Anomabu (250 km) (GHANA)

Partenza verso la costa.Visita al  Castello di Elmina, il più antico in Africa costruito dai portoghesi nel XV secolo. In passato fu usato per il commercio dell’oro, dell’avorio e infine per la tratta degli schiavi. Al di fuori delle mura, si estende un meraviglioso villaggio di pescatori con il porticciolo sempre pieno di grandi e colorate piroghe. I vivaci vicoli della vecchia città fanno ricordare il tempo in cui Elmina era una cittadina coloniale. Nella città vecchia si visita anche i santuari “Posuban” delle società Asafo.

12° giorno, Anomabu – Accra (180 km) (GHANA) – Aeroporto – Italia

Accra, capitale del Ghana, ha saputo mantenere la propria specificità nonostante il veloce sviluppo di cui si è  resa protagonista. Qui si visita il Museo Nazionale, costruito subito dopo l’indipendenza del Ghana.  L’ idea che lo ispirò fu quella di mettere in relazione l’arte del Ghana con quella del resto del continente e in questo modo provare l’esistenza di una storia africana come parte della storia dell’umanità. Poi le visite continuano con  James Town, il vecchio quartiere abitato dalla popolazione  autoctona, conosciuta come Ga. Poi si visita un laboratorio di costruttori di bare “fantasy” dai colori sgargianti  con forme inusuali. In serata trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia.

13° giorno, Arrivo in Italia.

PREZZI, PARTENZE E INFORMAZIONI SUL VIAGGIO

PARTENZE DI GRUPPO 13 GIORNI /10 notti
Gruppo minimo 6 partecipanti
2019 2020 * Per persona in camera doppia : € 2800
* Supplemento singola: € 500
* Assicurazioni/ 3 visti/tasse aero.li: € 690
* Pensione completa* Hotels
* Guida in italiano                
*Voli di linea                          N.B. E’ Obbligatorio la vaccinazione di Febbre Gialla
Marzo: 01 Gennaio: 08 Vudu festival
Aprile: 12 Akwasidae
Luglio: 05
Agosto: 16
Settembre:27
Ottobre: 17 Milet festival
Novembre:08
Dicembre: 27